Welcome

Che tu sia capitato qui per caso o su invito, sono lieta di poterti accogliere!

Questo è un blog nato per contenere esercizi di scrittura. Una specie di agenda di lavoro o, meglio, un archivio pubblico.
Quello di cui ho bisogno è un luogo dove archiviare storie e racconti che mi permetta di non accantonare, di non sfuggire a quello che la mia mente crea oggi, per quanto queste idee possano sembrarmi sciocche e scontate.
Un luogo in cui ritrovare e analizzare con occhio critico quello che ho scritto e scriverò nel corso del tempo, un luogo in cui esercitarmi con regolarità senza accampare scuse.
Ma, soprattutto, è uno spazio che spero mi costringa ad abituarmi a non rinchiudere in un cassetto quello che creo, che mi faccia confrontare con altri sul mio lavoro, perché una storia non esiste mai completamente senza qualcuno che la legga.

Non sempre posterò racconti completi, anche se vorrei che fossero la base di questo blog. La mia intenzione è anche solo quella di inserire progetti in fase di studio, lavorazioni incompiute, idee sulle quali mi piacerebbe basare storie future, analisi di lavori passati.

Tutto questo per cercare di migliorare la mia scrittura e me stessa.

domenica 22 gennaio 2017

gennaio 22, 2017 - ,, No comments

Sahara - Parte I

Sahara

La giornata era calda e torrida, senza un soffio di vento a renderla più piacevole. La sabbia del deserto luccicava in abbaglianti riflessi che andavano dall’oro, al bianco, all’ocra, in contrasto con l’immenso azzurro del cielo terso.
Lo scavo stava iniziando a prendere forma e le prime tombe erano tornate finalmente alla luce dopo secoli di oblio sotto la terra del Mali. Marco era stato orgoglioso di essere scelto per lavorare a quel grande progetto per la sua tesi di dottorato, ma da quando aveva messo piede in Africa, la laurea era passata in secondo piano. La sua mente era completamente rapita dalla bellezza del Sahara e dalla curiosità di scoprire cosa stavano portando alla luce, dopotutto era sbalorditivo che sotto il deserto ci fosse un intero sito tombale quasi intatto, vecchio di centinaia di anni.

domenica 15 gennaio 2017

gennaio 15, 2017 - , No comments

The Father, the Mother, the Child - Parte I


Malika abbatté un nuovo scheletro con la lunga spada a due mani, facendo ben attenzione a ridurlo in pezzi. Come aveva imparato a sue spese qualche ora prima, quelle creature avevano la capacità alquanto scomoda di continuare a muoversi ed attaccare qualunque cosa capitasse loro a tiro, anche quando ricevevano ferite che sarebbero dovute essere mortali.
Intorno a loro l’oscurità era tanto fitta da non riuscire a distinguere la strada che avevano percorso e le pareti di roccia che li circondavano. Se non fosse stato per il bagliore azzurro del manto di Lash’Ker, sarebbe stato del tutto impossibile combattere i non-morti che erano venuti loro incontro ad ondate sempre più ravvicinate.
-Dobbiamo proseguire, non riusciremo a respingerli ancora a lungo-

lunedì 9 gennaio 2017

gennaio 09, 2017 - , No comments

Esercizio 03 - Tempo 40 minuti

bosco autunnale


Per il post di questa settimana ho deciso di fare un semplice esercizio di descrizione. Mi sono chiesta se fosse possibile scrivere qualcosa senza che nella storia ci siano avvenimenti, così ho preso un'immagine casuale e ho cominciato a raccontare quello che mi faceva venire in mente, cercando di incentrare tutto il lavoro sulle descrizioni. Non posso dire che sia il mio post migliore, sicuramente non è quello che più mi piace, ma ammetto di essermi rilassata molto a scriverlo.

Erano diverse ore che camminava, spingendosi sempre di più verso l'interno del fitto bosco. La luce filtrava appena tra le fronde, ma riusciva comunque ad illuminare il sottobosco, accendendo delle sfumature del fuoco il terreno coperto di foglie.

venerdì 30 dicembre 2016

dicembre 30, 2016 - ,, No comments

Kahara dei Neyphilim

Kahara

Quando la trovai, era poco più che uno scheletro.
Riversa a terra in una pozza di fango e sangue, con il corpo freddo, la spalla sinistra dislocata e le ossa delle gambe rotte in più punti. Sembrava solo uno dei tanti cadaveri lasciati a marcire dai Dogh’ur prima della fuga.
Gran parte della pelle del busto era coperta da un reticolo di cicatrici tanto fitte quanto sottili, ben visibili nonostante fosse estremamente pallida. Molte lacerazioni erano ancora aperte e il sangue colava dai genitali e dalla bocca socchiusa. Aveva segni così evidenti di emorragie interne che riuscii a stupirmi, quando mi accorsi del sibilo lieve che le usciva dalle labbra.
Non capii mai cosa mi spinse a chinarmi su di lei per controllare se fosse ancora viva, avevo abbandonato come morti corpi in condizioni migliori.

lunedì 19 dicembre 2016

dicembre 19, 2016 - ,, 2 comments

The right answer

Anche oggi propongo qualcosa di leggero (😂), un lavoro che abbiamo cominciato a introdurre durante l'ultima lezione di Scrittura Creativa. Il compito era quello di iniziare un racconto che contenesse i primi tre passaggi del "Viaggio dell'Eroe": il MONDO ORDINARIO, il RICHIAMO ALL'AVVENTURA e il RIFIUTO DELLA CHIAMATA. Mentre sono passaggi abbastanza semplici da riconoscere in racconti fantasy o di azione, credo che sia molto più difficile gestirli in storie realistiche, per questo ho deciso di scrivere il post di questa settimana basandomi su queste due indicazioni: l'esercizio che abbiamo svolto in classe e un argomento che per me non è così immediato. Non so se sono riuscita nel mio intento, lascio giudicare a voi.

Alice beveva all'angolo del bancone di finto noce del bar, sola e in silenzio. In quel momento per lei non esisteva niente e nessuno, se non il bicchiere di vetro e il suo contenuto ramato dal profumo di frutta matura e vaniglia. Era al suo quarto giro e probabilmente aveva già speso più di quanto avrebbe dovuto, ma questa volta non le bastava il rum da quattro soldi che comprava solitamente al supermercato in fondo alla via.
Questa volta la faccenda era seria.