Welcome

Che tu sia capitato qui per caso o su invito, sono lieta di poterti accogliere!

Questo è un blog nato per contenere esercizi di scrittura. Una specie di agenda di lavoro o, meglio, un archivio pubblico.
Quello di cui ho bisogno è un luogo dove archiviare storie e racconti che mi permetta di non accantonare, di non sfuggire a quello che la mia mente crea oggi, per quanto queste idee possano sembrarmi sciocche e scontate.
Un luogo in cui ritrovare e analizzare con occhio critico quello che ho scritto e scriverò nel corso del tempo, un luogo in cui esercitarmi con regolarità senza accampare scuse.
Ma, soprattutto, è uno spazio che spero mi costringa ad abituarmi a non rinchiudere in un cassetto quello che creo, che mi faccia confrontare con altri sul mio lavoro, perché una storia non esiste mai completamente senza qualcuno che la legga.

Non sempre posterò racconti completi, anche se vorrei che fossero la base di questo blog. La mia intenzione è anche solo quella di inserire progetti in fase di studio, lavorazioni incompiute, idee sulle quali mi piacerebbe basare storie future, analisi di lavori passati.

Tutto questo per cercare di migliorare la mia scrittura e me stessa.

mercoledì 23 novembre 2016

novembre 23, 2016 - , No comments

Frustrazione

Questo non sarà un post come i precedenti: non ci sarà nessuna storia da leggere, nessun racconto da proseguire e nessun abbozzo di idea. Penso che il modo migliore per definire la spataffiata che questa settimana vi propongo è un'analisi, che più che concentrarsi su un lavoro singolo, si allarga a me e al lavoro che sto facendo riguardo alla scrittura. Per essere più chiara: sto seguendo due corsi uno di scrittura creativa, di cui il blog è uno dei compiti principali, e uno di sceneggiatura, pensato in maniera specifica per il fumetto, dove per il momento ci stiamo occupando della teoria dei generi. In questo secondo caso, gli esercizi da fare a casa sono per lo più dei soggetti, una sorta di di schema narrato della storia completa.
Ovviamente un compito non è un compito se non ha delle scadenze, ma fino adesso non mi sono mai resa conto di quanto siano detestabili, forse perché non ho mai fatto così fatica a rispettarle.
Analizzando a mente fredda il mio modo di lavorare, oddio forse non così fredda visto che sono ancora parecchio incazzata per il lavoro che ho consegnato stasera, sto cercando di capire dove sbaglio.

giovedì 10 novembre 2016

novembre 10, 2016 - , No comments

La Pianura di Sale - Parte II

Una fitta le attraversò il petto mentre i suoi pensieri tornavano ad indugiare sul dottore e le gemelle. Erano passati quasi due anni da quando era andata via, ma i ricordi e la mancanza si erano appena affievoliti. Almeno aveva smesso di rimpiangere la sua decisione.
-Vainar, se ti concentrassi, potresti vedere come stanno Shannon e Rhiannon?- chiese in un sussurro, tenendo lo sguardo fisso sulla polvere che si alzava dalla terra assetata. Avevano discusso così tanto della sua famiglia adottiva che si sentiva tesa a tirare di nuovo in ballo l’argomento. Forse temeva che lo spirito si arrabbiasse per questa sua debolezza, ma non poteva semplicemente cancellare quello che era il suo passato nello stesso modo in cui non riusciva a non pensare alle persone che morivano a causa sua.
Avvertendo il silenzio della creatura, la giovane si ritrovò a sbirciarne l’espressione, mettendosi a giocare nervosamente con la cinghia della bisaccia che portava in spalla.

giovedì 3 novembre 2016

novembre 03, 2016 - , No comments

La Pianura di Sale - Parte I

-Hai svolto un ottimo lavoro con quel gruppo di tagliagole- disse lo spirito, cercando di costringere  la sua compagna a fare conversazione dopo un intero giorno di silenzio.
La giovane continuò a non rispondere ma dallo sguardo  che gli lanciò era chiaro che non condivideva quel punto di vista.
-Sai che non avresti potuto lasciarli vivi- continuò dopo qualche secondo la figura incorporea, decisa più che mai a interrompere il suo mutismo.
volse verso di lei il viso affusolato, incorniciato dai lunghi capelli neri che volteggiavano nell'aria dissolvendosi come fumo. I suoi strani occhi senza iride né pupilla si posarono su di lei in quel modo serio ed inquietante che aveva ormai imparato a conoscere da anni. Più una sensazione sulla pelle della nuca che uno scambio di sguardi.